Una giornata al Rotarycamp di Ancarano

Una giornata al Rotarycamp di Ancarano

Il Rotarycamp di Ancarano è ormai arrivato alla sua IX edizione ed ha ospitato, dal 28 agosto al 3 settembre, 29 diversamente abili provenienti da Treviso, Udine, Gorizia, Pordenone, Trieste, Vienna e Stratzing.

Il programma carico di iniziative anche quest’anno prevedeva musicoterapia, gite in barca (a vela e a motore), fisioterapia in acqua, pittura e serate danzanti animate da musicisti, cabarettisti e dai simpaticissimi volontari che regalano un intrattenimento unico, neanche fossero animatori esperti.

Del Rotary Camp si scrive tanto e, per dare un taglio innovativo e senza rischiare di cadere nel banale, mi piacerebbe raccontarvi Ancarano attraverso gli occhi di chi ha partecipato, perché solo con le testimonianze dei volontari e dei suoi ospiti si può cogliere la vera anima dell’iniziativa.

Questa esperienza è formidabile ma la parte davvero meravigliosa è vedere i ragazzi ridere e divertirsi. Quelle risate mi fanno capire che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: permettergli di vivere, non solo una bella vacanza ma anche un’indimenticabile settimana in cui volontari ed ospiti sono alla pari, in cui la disabilità non crea muri ma legami. Quelle risate hanno davvero qualcosa di speciale

Così mi scrive Silvia del Rotaract Club Conegliano Vittorio Veneto che ha regalato 7 giorni di volontariato attivo per avere in cambio qualcosa che, a detta sua, è sicuramente impagabile.

Al mio arrivo, alle 9 da poco passate, in auto con Ago (detto il bello) presidente del Rotaract Club Trieste, sento subito la stessa energia: i krapfen caldi portati da Serena, la rotariana più riccia del distretto, profumano ancora, i ragazzi sono svegli, la giornata sta iniziando.

Incontro subito Alberto del Rotaract Club Padova. E’ la sua prima volta ad Ancarano e, nonostante sia già lì da quattro giorni è pallidissimo: collabora con Pino, lo specialista, nelle sessioni di musicoterapia che sono senza dubbio la parte più mentalmente impegnativa per un volontario. Nonostante fossi preoccupata del suo pallore spettrale, ho subito scoperto che, fatica a parte, era soltanto colpa di una personale avversione nei confronti del sole. Alberto mi scriverà poi

Il Rotary Camp  è una bellissima esperienza: è la meraviglia di vedere la gioia negli occhi delle persone e di riuscire a donare e ricevere allo stesso tempo. Permette di passare una settimana magica in un clima di amicizia e di divertimento”.

Dopo un giro veloce di saluti incontro Alessandro Serra, un diversamente abile ospite della struttura.

Alessandro è al suo nono anno di Camp-eggio (l’aggiunta è sua, dice che è più romantico), ha 44 anni e ½ (specifica lui). Dopo averlo salutato decido di fargli un paio di domande per il Chronicle e gli chiedo quale sia, a detta sua, l’attività più bella. Ci pensa un attimo, mi sorride e risponde “L’attività più bella….sono le babe rotaractiane e anche nuotare che, pur essendo bello, è sempre meno bello delle babe”. Quando gli chiedo poi di raccontarmi il momento più entusiasmante del camp mi parla delle gite in barca; gli chiedo di essere più preciso ma mi guarda perplesso e dice “tutti” e fa spallucce. Dopo poco aggiunge “A mi me piasi gli amici, chiacchiero e mi diverto”. A suo dire ogni anno il Camp migliora ma non nasconde il fatto che nel suo giudizio incida inesorabilmente il numero di rotaractiane presenti!!! Alessandro durante l’anno va al CEST centro educativo e sociale (o speciale, non si ricorda)che, pur essendo un’attività interessante, non è come il Rotary Camp perché, ad Ancarano….semo tutti bei bravi e cocoli e simpatici.

Lo congedo per un bagno in piscina e, parlando con Andrea, altro ospite storico del camp, scopro che Silvio Stopar, anche lui ormai da qualche anno ad Ancarano, è venuto accompagnato dalla fidanzata Roberta. In quel momento il mio spirito giornalistico si accende, la mia vena romantica impazzisce e decido di correre ad intervistarlo.

Silvio ha 50 anni, è il quarto anno che partecipa ad Ancarano. Gli domando subito di Roberta e mi racconta che si sono conosciuti al Camp Rotary di Albarella 8/9 anni fa, si sono piaciuti ed inesorabilmente .. innamorati. Vivendo lontano, Silvio è di Muggia (TS) e Roberta di Valdagno (VI) possono vedersi raramente, una o due volte l’anno. Lui, probabilmente in risposta al mio sguardo triste da inguaribile romantica amante dei per sempre felici e contenti, aggiunge “abbiamo facebook e ci scriviamo sempre, di lei mi piace tutto, non so bene  cosa”. Intenerita da questa disarmante e dolcissima dichiarazione gli chiedo cosa pensa dell’amore e, con una battuta, mi risponde “l’amore è come il Natale: quando arriva, arriva”. Per lui poi non ci sono dubbi “l’edizione più bella del Camp è sicuramente questa: c’è Roberta e, come ti dicevo non la vedo mai..” mi guarda con gli occhi socchiusi, mi regala un sorriso e aggiunge con un sospiro “eh..l’amore fa questi scherzi!”