Il leone e la gazzella

Il leone e la gazzella

Sono stata presidente di un Rotaract Club e vi racconterò la mia storia, che sono sicura sarà anche un po’ la vostra.

Il primo breve capitolo della mia storia si chiama…

Panico

Mi trovavo lì, davanti a cinquanta persone, con l’aria condizionata rotta e il caldo di fine giugno che mi scioglieva il trucco. I capelli gonfi peggioravano un contesto fatto di mani sudate e tremolanti che reggevano un discorso stropicciato (e forse anche un po’ banale) sugli onori e sugli oneri tante volte sentiti e ormai nemmeno troppo ascoltati.

Non era la prima volta che parlavo in pubblico ma essere lì, davanti ad un centinaio di occhi parlanti che decantavano aspettative silenziose, in attesa che dicessi e che facessi qualcosa di intelligente, era tutta un’altra cosa. Come dicono a Trieste, non mi sentivo molto “sgaia”, nemmeno troppo gaia, mi sentivo solo accaldata ma questo ve l’ho già detto.

E poi iniziava l’interrogatorio: il temibile incontro con il cattivissimo RD e con il Delegato di zona. Panico. Credo che la situazione possa essere sintetizzata dall’infelice (e oserei dire addirittura macabro) sarcasmo con cui i due soggetti di cui supra mi hanno detto “forse è il caso di mettervi in ristrutturazione”. Ed era soltanto ottobre.

L’ansia generale e quella parola millimetrica “presidente” sulla mia spilletta, mi avevano trasformato nella mia professoressa di latino del liceo: ero diventata una str… ana creatura.

Il secondo breve capitolo della mia storia si chiama…

Condivisione

Proprio quando iniziavo a capire che la situazione mi stava sfuggendo di mano ho chiesto aiuto. I delegati Rotary, il Distretto e la Zona mi hanno risposto ed ho deciso che dovevo cambiare.

Non vi nasconderò il terribile e fastidioso suono delle critiche (che tra l’altro ero stata proprio io a chiedere con l’ottimistica aspettativa di esserne esente) e la successiva frustrante consapevolezza di scoprire che erano vere. Mi dicevano che dovevo condividere, delegare e soprattutto premiare.

In un attimo fui colpita da un’illuminazione e dalla mia prof. di latino divenni quella di inglese (ovviamente non la conoscete ma era discretamente figa).

Avevo capito che invece di dire che le cose andavano male perché non andavano bene al 100% dovevo dire che le cose andavano bene all’80% ignorando il 20% e provando a farlo diventare come l’altro 80%. Parafrasando per gli umanisti, in sostanza dovevo vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.

Il terzo breve capitolo della mia storia si chiama…

Fiducia

Delegando, arresa di fronte al fatto di non essere un super eroe (“NonsonoDioNonsonoDioNonsonoDio NonsonoDioNonsonoDio” mi ripetevo provando a convincermene), scoprii una cosa bellissima che si chiama fiducia. Abbandonate le manie di grandezza, scoprivo che ero circondata di persone validissime, che aspettavano solo di essere coinvolte di più, di essere responsabilizzate, incentivate e soprattutto ascoltate (e vi assicuro che per una logorroica non è così facile).

Attorno a me c’erano dei nuovi Amici e mi sentivo parte di una squadra fortissima.

Il quarto breve capitolo della mia storia si chiama…

Crescita

Apri gli occhi ed è già giugno. Ma come ha fatto a passare così in fretta? Nemmeno il tempo di prendere confidenza con martello e campana (beato chi li ha ancora) che è già venuto il momento di passare il testimone. Mesi bellissimi, intensi e faticosi in cui amici e fidanzati si sono allenati alla frase ricorrente “scusa non posso, c’ho il Rotaract!”.

Abbandonata la presuntuosa illusione di aver dato un indimenticabile contributo, solo adesso mi accorgo che devo dire ancora una volta, ancora per sempre, grazie! Non sono stata io, non siamo stati noi oh miei cari colleghi presidenti, a dare, a fare, a donare; al contrario, a conti fatti, se le somme le tiriamo per bene (dov’è il mio tesoriere?!) abbiamo ricevuto.

D’altronde si sa che per sopravvivere bisogna correre…

 “Ogni mattina, nel Distretto 2060 un presidente si sveglia, sa che deve correre più in fretta dell’RD o verrà ucciso. Ogni mattina, nel Distretto 2060, un RD si sveglia, sa che deve correre più in fretta del presidente, o morirà di fame. Quando il sole sorge, non importa se sei un RD o una presidente: L’importante è che cominci a correre…”