Il mare non ha gradini

Il mare non ha gradini

Suona la sveglia, ti alzi dal letto, una doccia fresca per risvegliarti, colazione veloce, sali in macchina; oggi si va a fare un giro in barca con gli amici del Monfalcone-Grado. Arrivi al molo e salti a bordo, slegate gli ormeggi e si parte. Fino a qui potrebbe sembrare tutto normale, eppure ci sono persone che ti considererebbero fortunato a poter fare tutto quello che hai fatto con disinvoltura, dall’alzarti dal letto e salire in macchina da solo, al salire a bordo di una barca senza l’aiuto di un ausilio dedicato. Eppure, nonostante le difficoltà, alcune di queste persone si sono messe in moto da diverse parti del Friuli Venezia Giulia, dal Veneto, dalla Liguria, dalla Lombardia e persino dalla Sicilia , dalla Sardegna e dalla Svizzera per formare i 15 equipaggi misti e senza limiti di età che nella mattinata di domenica 2 settembre sono salpati dalla sede sociale del Villaggio del Pescatore di Duino Aurisina per partecipare alla finale del Campionato Nazionale delle barche classe Hansa 303, imbarcazioni progettate per la navigazione anche da parte di persone con disabilità. Ad accompagnarli e a sostenerli, anche nelle due giornate precedenti, durante tutto il quinto Memorial “Tina. Lo sport per tutti”, un grande numero di soci dell’associazione sportiva Duino 45° Nord, che ha collaborato con l’associazione Easy Action e con noi ragazzi del Rotaract e dell’Interact Monfalcone – Grado per rendere tutto questo possibile. Era presente anche l’associazione Equilandia, che ha messo a disposizione i suoi cavalli per un percorso lungo il canale Peschiera.

Potrei finire questo articolo qui, con una breve conclusione. Magari sarebbe un po’ sintetico ma credo che le informazioni necessarie ci siano tutte. Tu in un paio di minuti avresti finito di leggere l’articolo, informato sull’ ultima attività del nostro club. Eppure sento di non aver pienamente trasmesso quello che ho vissuto in questi giorni…
adesso però provo a raccontarvelo meglio.
Sabato mi sveglio alle ore 7:30, domenica mi sveglio alle 6:30. Nel weekend. D’estate. Per andare ad aiutare gli altri. “Sono un figo” mi dico. Sono pieno d’energia e so che mi servirà perché ce ne sarà bisogno.

In queste due giornate ho fatto il cameriere, lo chef (al massimo delle mie abilità: preparare panini) e ho fatto parte della commissione di regata come posa boe.

Ho imparato più di quello che pensavo di imparare, l’ho imparato dagli altri volontari che ho affiancato ma l’ho imparato soprattutto da ogni uomo, donna e ragazzo con problemi di disabilità che ha partecipato a questo evento.

Ho imparato a non dare tutto per scontato. Ho imparato che se la mattina ti svegli e sai di partire svantaggiato rispetto a tanti altri, non ti devi abbattere, devi solo ricordarti che con la forza di volontà si spostano le montagne. Infine ho imparato che per ogni persona più fortunata di noi, ce ne sono altre che purtroppo stanno peggio di noi. È tutta una questione di punti di vista. Se pensi a come potrebbe vedere il mare una persona costretta in sedie a rotelle, lo vedi come un ostacolo. Se chiedi ad una persona in sedia a rotelle come vede il mare, potrebbe risponderti “Libertà” perché il mare non ha gradini.