IL RYLA JUNIOR TRA ARRICCHIMENTO E CONFRONTO

IL RYLA JUNIOR TRA ARRICCHIMENTO E CONFRONTO

Dal 28 aprile al 1° maggio 2017, nel bellissimo Palazzo Vivante, si è svolta la prima edizione del Ryla Junior di Trieste. Il tema, affrontato attraverso l’intervento di importanti relatori, è stato quello della Solidarietà e sviluppo sostenibile. Conferenze, team building e visite guidate sono state solo la membrana del nucleo del Ryla (per dirla come il prof. Massimo Giacca – Direttore dell’International Centre for Genetic, intervenuto con un’interessante relazione dal titolo La scienza come motore di sviluppo).

Il core della manifestazione è stata la sinergia, l’aggregazione, il lavoro di squadra, l’amicizia e quindi, più che raccontarvi quello che i relatori hanno detto, vorrei raccontarvi cosa ho visto io.

Innanzi tutto vorrei descrivere l’entusiasmo dei rotariani. Si sono rimboccati le maniche (nel vero senso della parola) e hanno sfoderato strane espressioni tese, stanche e amabilmente paterne. Erano lì sempre: di notte, di mattina, per la pizza la sera. A loro, se dovessi dare un voto, darei 10/10 perché con il loro spirito, l’entusiasmo e tanta professionalità, hanno organizzato una cosa bellissima.

Poi però c’erano i ragazzi: scelti tra i migliori studenti, giovanissimi e belli come solo chi ha gli occhi brillanti sa essere. Attentissimi, ponevano domande acute e pungenti, sembrando più grandi dei loro 16 anni. Con le attività di team building e i giochi di squadra però tornavano bambini: ginocchia a terra, una palla, urla, sudore.

Anche se ho solo 26 anni (tra 25 giorni 27 ma fino ad allora è meglio volare basso) mi sono sentita grande, imbruttita. Come gli altri rotariani e rotaractiani che hanno avuto il privilegio di vedere la magica sinergia di quei giorni intensi in palazzo Vivante, sono stata catturata dai giovani rylisti. Ridevano, urlavano, parlavano ed erano visibilmente felici, un momento adulti e l’altro bambini. Una spontaneità disarmante, semplici e lontani anni luce dalla tristezza con cui ad alcuni (anche a me) piace dipingere l’adolescenza, breve è lunghissima fase della vita. Ho quindi pensato a quand’è che di preciso succede che cambiamo. Quand’è che abbiamo iniziato a dare del lei? Quando abbiamo creato la maschera che, in un modo o nell’altro, indossiamo tutti? Che nostalgia.

Quindi è stato un service doppio:

  • I giovani partecipanti hanno avuto modo di affrontare temi concreti e di assistere a lezioni lontane dalla didattica scolastica per l’approccio pragmatico dell’analisi. Si sono messi alla prova e soprattutto hanno conosciuto il Rotary vero, senza giacca (anche se Giacca, Mauro, era presentissimo).
  • Noi, “grandi” spettatori, abbiamo visto la bellezza di un’adolescenza pura, di menti ancora libere, senza filtri e ambiziose. Abbiamo sentito la loro energia e ci siamo incuriositi anche noi di fronte alla loro immensa curiosità.

La sinergia rotariana ha brillantemente superato la sfida e si è palesata nella sua veste spontanea più bella. Il Rotaract club Trieste ha visto poi la ricchezza dell’eterogeneità anche grazie al confronto, venerdì 28, con giovani un po’ diversi, ugualmente brillanti ma con un’intelligenza oscurata dai fattori sociali da cui, piccolissimi, sono stati travolti. Quel venerdì mattina, a conclusione del service in favore della Comunità di San Martino al Campo (http://smartinocampo.it/ ) abbiamo vistato la scuola media SMAC che cerca di tamponare il drammatico fenomeno dell’abbandono scolastico. I giovani che abbiamo conosciuto hanno all’incirca la stessa età dei rylisti ma studiano per la licenza media. Una realtà diversa e un po’ dolorosa lontana chilometri (molti di più di quelli che segna google maps) dal Ryla di Palazzo Vivante.

Ti chiedi come sia possibile che esistano due mondi nella stessa città, due cellule che difficilmente si aggregano e che, per restare in tema, speriamo diventino presto molecola.

Si ringraziano per la collaborazione i Club:  Rotary Club Trieste, Rotary club Trieste nord, Rotary Club Monfalcone-Grado e Rotary Club Gorizia. Grazie a tutti i relatori, alle scuole che hanno aderito, al Rotaract Club Trieste, al Rotaract Club Monfalcone Grado e, soprattutto, al Rotary Distretto 2060.