Alla scoperta del Distretto 1913 con Lina

Alla scoperta del Distretto 1913 con Lina

Rotaract significa far parte di una famiglia che ha una casa quasi in ogni città del mondo, dove è possibile trovare sempre un amico. Oggi, grazie a Lina Ernjak del Rotaract club di Rijeka, conosceremo assieme il Distretto 1913, che comprende il territorio della Croazia. Ho conosciuto Lina durante l’Euco di Mosca e da lì abbiamo stretto un’amicizia, che tuttora è ben salda.

Lina è entrata a far parte della famiglia del Rotaract nel 2010. Da allora ha ricoperto svariati incarichi all’interno del suo club: da tesoriere a segretario, a presidente (e vice presidente ovviamente), past president, responsabile dei rapporti internazionali… Insomma, un po’ di tutto! Non solo, ha ricoperto anche, per ben due anni, il ruolo anche di Country Representative della Croazia nell’ERIC (European Rotaract Information Center). Ha partecipato a parecchi REM ed EUCO e, come mi ha spiegato, per lei “sono state le migliori esperienze avute nel Rotaract”.

Dopo molti anni e un profondo cambio generazionale, da unica trentenne rimasta nel club, Lina fa da supervisore ai nuovi giovani ragazzi, cercando di trasmettere loro tutto quello che ha imparato durante questi anni come socia del Rotaract. Il suo auspicio, infatti, è tra i più belli di tutti:

“Vorrei riuscissero a sviluppare la stessa passione per il Rotaract che ho io e credo che siamo sulla buona strada”.

Nicole: “Lina, raccontaci un po’ del distretto 1913! Quanti club ci sono e quanti soci conta ad oggi?”

Lina: “Il distretto 1913 è relativamente giovane. All’inizio abbiamo avuto alcune difficoltà a mantenere un numero di soci soddisfacente, ma negli ultimi due anni è cresciuto molto, specialmente perché diversi Rotary club si sono aperti alle donne e hanno aumentato sensibilmente il numero dei propri membri. Attualmente in Croazia ci sono 54 Rotary club con 1.389 soci e 16 Rotaract club con 263 iscritti. L’anno scorso c’è stato un boom di nuovi Rotaract club, con tanti ragazzi giovani desiderosi di fare amicizia e provare a cambiare un po’ il mondo che li circonda”

N: “I club croati come si organizzano con i service locali e nazionali? Avete delle associazioni che aiutate più spesso o ogni anno cercate di differenziare  i vostri progetti?”

L: “I service locali funzionano abbastanza bene, non si fanno necessariamente dei progetti grandi e ambiziosi ma piuttosto delle piccole azioni, che però hanno lo stesso significato. Nei progetti nazionali riusciamo a coinvolgere tutti e sedici i club: siamo collegati tramite internet e i District Representative fanno un ottimo lavoro nel contattarci tutti. Di solito si organizzano pure progetti internazionali, anche se ora un po’ meno di frequente. Generalmente ci riuniamo tutti e facciamo una colletta: per noi è il modo più semplice per dare supporto a un progetto internazionale. Non ci sono particolari associazioni a cui diamo più attenzione, aiutiamo quelli che hanno bisogno in quel momento. Si cercano sempre nuove idee per i progetti anche se ce ne sono uno o due in ogni club, che sono ormai tradizionali. Noi del Rijeka per esempio abbiamo il tradizionale weekend carnevalesco, ormai giunto alla diciannovesima edizione, mediante il quale abbiamo aiutato molte associazioni locali e ospedali; negli ultimi due anni abbiamo offerto due borse di studio a ragazzi delle scuole medie con status socio-economico debole”

N: “Quali sono i service più importanti che avete realizzato?”

L: “Oh, troppi (ride ndr). Tutti i progetti per noi sono importanti, sia quelli più complessi sia quelli meno impegnativi. Non ricordo a memoria i progetti di tutti i club però vorrei citarne alcuni che mi stanno a cuore, come il #runforacause dei club di Zagabria (Zagabria conta diversi rotaract club) e il FashionAid, una sfilata di beneficenza. Il club di Osijek ha in calendario numerose iniziative per dare supporto ai giovani musicisti. Mi vengono in mente anche “Dai la zampa” e “Natale nel sacco”, due grandi progetti di due club di Zagabria per aiutare i nostri amici pelosi. Il club di Medimurje fa volontariato con gli anziani facendo loro compagnia e leggendo libri, mentre un altro club, quello di Zagabria Zrinjevac, mette all’asta il sapere di ciascun membro (consigli di avvocati, dentisti, manager, finanzieri …) per raccogliere fondi. Noi del Rijeka portiamo avanti anche il progetto “C’è un elefante nella stanza”: stimoliamo ragazzi delle scuole media a partecipare a un torneo di dibattito… ( in Croazia le attività extrascolastiche vengono supportate molto dal volontariato locale). Ecco, questi sono solo alcuni dei progetti del distretto che mi vengono in mente, ma se ne potrebbero elencare ancora tanti altri…”

N: “Come è organizzata la vita del tuo club? Riunioni, consigli direttivi, momenti assieme al di fuori delle attività di club?”

L: “Il mio club quest’anno si riunisce il lunedì alle 20:15, in concomitanza con la riunione del Rotary, dopodiché qualcuno di noi tiene una relazione oppure si apre qualche bottiglia di vino e si fanno quattro chiacchiere insieme. Proviamo a collaborare il più possibile cercando di aiutarci a vicenda e in fondo conoscerci, perché la maggior parte dei ragazzi saranno futuri Rotariani (speriamo 😊). Consigli direttivi, mah, non ci atteniamo troppo alle regole, se c’è qualche problema lo si risolve tutti insieme. Momenti assieme parecchi. Team building, riunioni informali nei pub, caffè di passaggio, uscite non pianificate… Non posso parlare a nome della nuova generazione, anche se vedo che sono una bella compagnia e trascorrono abbastanza tempo assieme anche fuori dalle riunioni e attività del club, però voglio condividere l’esempio della generazione rotaractiana di quando sono diventata socia io: eravamo proprio un gruppo affiatato ed entusiasta di fare nuove amicizie e allo stesso tempo di fare qualcosa di importante. Non ricordo riunioni che non finissero in un locale a divertirci fino alla mattina, anche se il giorno dopo si andava in facoltà o al lavoro. Ancora oggi siamo migliori e inseparabili amici, non passa giornata che non ci sentiamo o non ci vediamo e, anche se la maggior parte non fa più parte del Rotaract, c’è ancora la voglia di dare una mano a chi ne ha bisogno”

N: “Collaborate con i club Rotaract dei distretti vicini a voi?”

L: “Più no che sì. Non so esattamente il motivo, noi andiamo spesso in giro e diamo supporto ai progetti dei distretti vicini ma poche volte si realizza una vera e propria collaborazione. Spero che questo cambi con le nuove generazioni.

N: “Ecco ultima l’immancabile domanda: Cos’è per te il Rotaract?”

L: “In una parola sola e molto semplice: FAMIGLIA”